Burden Sharing, ci siamo. Entro fine anno il ministero dello Sviluppo Economico metterà a punto lo strumento per calcolare e verificare se le regioni avranno rispettato gli obiettivi loro assegnati nella produzione di energia verde (il Burden Sharing di ciascuna, appunto). Lo ha annunciato Luciano Barra, capo della segreteria tecnica del ministero, al convegno "Burden sharing: obiettivi regionali per la produzione di energia da fonti rinnovabili" che si è tenuto nell'ambito della fiera Key Energy di Rimini.

La metodologia per il calcolo, studiata in collaborazione con Rse (Ricerca sistema energetico, società del Gse) è molto attesa dagli addetti ai lavori perché, di fatto, permetterà l´applicazione completa del decreto Burden Sharing licenziato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 aprile 2012. Per ora, ha ricordato Barra, "il governo ha approvato i soli obiettivi per le rinnovabili elettriche, ma entro il 2012 metterà nero su bianco anche il quadro per le rinnovabili termiche e l´efficienza energetica. Un sistema che responsabilizzerà profondamente gli enti locali nella realizzazione dei piani energetici".

Dal 2016, poi, scatteranno le sanzioni per le regioni che non avranno raggiunto l´assegnata quota green. "Prevediamo un significativo contributo dell´eolico nel raggiungere gli obiettivi", ha commentato Simone Togni, presidente dell´Anev (Associazione nazionale energia del vento) che ha coordinato i lavori. Secondo uno studio dell´associazione, il potenziale dell´energia eolica made in Italy somma circa 16.200 megawatt al 2020, con la Puglia (2.070 megawatt) e la Sicilia (1.900 megawatt) a guidare il gruppo. Importante l´impatto sull´occupazione: il vento darà lavoro a circa 67mila nuovi addetti nei prossimi otto anni.