In Italia gettiamo più di 200 milioni di pile ogni anno. Questi "rifiuti" contengono ancora tanta energia non sfruttata: 1 pila su 3 ha ancora il 40% di carica al suo interno. Lo sconfortante dato arriva da una ricerca effettuata direttamente da Duracell, la multinazionale statunitense produttrice di batterie, insieme alla European Recycling Platform. Lo studio si è basato su un campione di 12 mila pile raccolte in diversi paesi europei, tra cui Germania, Italia e Polonia. L'energia rimasta in queste 12 mila pile equivale all'incirca a 900.000 kWh, una quantità che corrisponde all'incirca all'energia prodotta da 50 mila pannelli fotovoltaici in un'ora. Questa energia basterebbe per alimentare circa 300.000 abitazioni per un'ora.

Come avviene lo spreco di energia. Riccardo Fratticcioli, Field Officer della European Recycling Platform spiega come avviene questo enorme spreco: "oggi usiamo sempre più spesso strumenti high tech, come la fotocamera digitale, che richiedono tantissima energia e che possono smettere di funzionare con pile che contengono ancora il 60% di energia residua. Sprecare quanto rimane è un peccato, perché si tratta di energia che può far funzionare ancora a lungo una sveglia, un telecomando, un giocattolo per bambini o un piccolo apparecchio di questo tipo".

Riciclare in casa per non inquinare. Non gettare subito via le batterie, dunque, ma passarle dalla nostra macchina digitale ad un apparecchio che richiede meno energia per funzionare, come un telecomando o un giocattolo. Oltre allo spreco di energia, dobbiamo tenere conto della difficoltà relativa allo smaltimento di questi prodotti: i metalli pesanti presenti (in minime quantità) come piombo, cromo, rame, zinco, mercurio, cadmio, inquinano l'ambiente.