Per il solare termodinamico (Concentrated solar Power, Csp) è arrivato il momento del boom, anche se i numeri assoluti sono ancora minori. Lo scorso anno, infatti, secondo l'analisi del Solar Energy report dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, si sono realizzati in tutto il pianeta ben 545 MW di nuova capacità, per una crescita di oltre il 160% rispetto al 2010. La potenza cumulata complessiva del termodinamico mondiale ha così raggiunto i 1.655 MW a fine 2011, a cui si devono aggiungere altri 66 MW entrati in funzione nei primi mesi del 2012.

La Spagna è il paese che più di tutti ha investito in questa strategia di energia superando nettamente, nel 2011, gli Usa come nazione del leader del Csp. La Spagna vanta oggi ben il 66% della potenza installata a livello mondiale, contro il 29% americano. Lo scorso anno, nel paese iberico, sono entrati in funzione buona parte degli impianti programmati a partire dal 2009, mentre, negli USA, i grandi progetti sono rimasti sostanzialmente fermi. Significativa, inoltre, è stata l'installazione dei primi impianti in Paesi come Egitto, Marocco, Algeria, ossia Paesi dell'Area Nordafricana, in prospettiva quella più interessante per lo sviluppo del Csp.

In Italia, invece, dopo l'installazione dell'impianto dimostrativo Archimede nel 2010, non sono stati allacciati alla rete nuovi impianti. In realtà, fa notare il report del Politecnico, nel 2011 sono state presentate domande di autorizzazione per installazioni termodinamiche di piccola-media dimensione dalla potenza complessiva di 180 MW, ma nessuna ha ottenuto l'autorizzazione definitiva. Il vento per il solare termodinamico italiano sembra però destinato a mutare: lo schema predisposto dal Governo sul decreto attuativo sulle rinnovabili elettriche ha aumentato gli incentivi riconosciuti a questa fonte, anziché diminuirli come invece capitato a quasi tutte le altre energie pulite.