Il problema dello stoccaggio dell'energia prodotta da impianti fotovoltaici ed eolici potrebbe trovare presto una soluzione efficiente ed economica. La sperimentazione dei ricercatori australiani ha previsto l' utilizzo di accumulatori a base di acqua salata in modo da garantire costanti rifornimenti alla rete civile ed industriale.

La produzione di energia da turbine eoliche e pannelli fotovoltaici dipendono dalle condizioni atmosferiche favorevoli, il che pregiudica, inevitabilmente, una costante ed omogenea produzione nel corso del tempo. Attualmente per garantire un costante approvvigionamento di energia si fa ricorso a tradizionali batterie di accumulo a base di zolfo ed altri metalli dagli elevati consumi e dalle rese appena soddisfacenti.

I ricercatori australiani hanno sperimentato un composto che non richiede temperature di conservazione elevate che utilizza un materiale sostenibile come il sodio presente in abbondanza e facilmente ottenibile. La resa, inoltre, è estremamente elevata, dal momento che il sodio possiede caratteristiche chimiche simili al litio ampiamente utilizzato per le batterie delle apparecchiature elettroniche.

Le batterie al sale sono frutto di una tecnologia già consolidata e che trova diverse applicazioni come ad esempio nella mobilità, in alcune città europee gli autobus elettrici del servizio pubblico sono dotati questo tipo di batterie per la loro alimentazione.

Anche in considerazione dell'aumento di auto elettriche in circolazione e il forte interesse per l'applicazione di questa tipologia di batteria in altri campi, come quello aeronautico, il gruppo Fiamm - azienda italiana leader nel settore - ha creduto e investito parecchio nella realizzazione e nello sviluppo di questa tecnologia, collaborando anche con il CNR a un progetto di studio per l'applicazione industriale delle batterie al sale che, oltre a rispettare l'ambiente ed essere costruite con materiali riciclabili, producono energia altamente specifica e a lunga durata, a costi inferiori.