L'Italia del post boom "era fotovoltaica" si prepara alla conquista dei nuovi grandi mercati emergenti. Accantonata la parentesi della controllata TerniGreen e un 2012 non proprio positivo, TerniEnergia ha presentato nei giorni scorsi a Milano il nuovo piano industriale per il triennio 2013-2015 con progetti che prenderanno vita in Sudafrica, India e Polonia.

Dopo una previsione di bilancio 2012 davvero negativa - con un fatturato in perdita (l'azienda non ha fornito un dato ufficiale) -, che dovrebbe tornare a crescere nel 2013 con 90 milioni di euro, TerniEnergia è stata obbligata a rivedere la sua strategia a causa dei cambiamenti normativi che hanno riguardato il mondo dell'energia rinnovabile e della green economy in generale.

Dopo la scelta obbligata di reinglobare TerniGreen alla casa madre, nel mirino dell'azienda umbra ci sono i grandi investimenti internazionali riguardanti il recupero e il riciclo dei rifiuti, le risorse idriche e, più in generale, la sostenibilità.

In primis, è stata rivista l'organizzazione interna aziendale, ora basata su tre diverse business unit: la Independent Power Producer, dedicata alla gestione diretta di impianti da fonti rinnovabili, rappresenta un'area su cui i manager di TerniEnergia hanno dichiarato di voler moltiplicare gli sforzi rispetto al passato, ricercando anche l'aiuto di investitori finanziari. La seconda, Integrated Energy Solution, è focalizzata sulla tradizionale attività di Epc contractor ma anche sulla gestione efficiente dei consumi energetici di grandi clienti. La terza area, Environmental Resources Solution, racchiude in pratica il business di TerniGreen, ovvero il recupero economico dei rifiuti, puntando nel breve futuro alla depurazione e gestione delle risorse idriche.

Stefano Neri, CEO della società, ha precisato: "Noi ci stiamo attrezzando per inseguire questi (requisiti). Il nostro problema è la dimensione: siamo adeguatamente attrezzati per andare nel mondo a fare attività ad alta intensità di capitale? Non nascondo che una dimensione adeguata per poter cogliere queste opportunità dovrebbe essere almeno cinque volte quella attuale, almeno intorno al mezzo miliardo di euro di capitalizzazione, altrimenti rischiamo di accontentarci delle briciole. Per questo ribadisco che siamo apertissimi a nuove partnership e aumenti di capitale: l'importante è la crescita, che ci sia un player in grado di competere su questi mercati".

La rivisitazione dell'azienda mira a un recupero del giro d'affari, che dovrebbe risalire a 116 milioni di euro nel 2014 e a 144 nel 2015, con un indice del debito in aumento dal 27 al 29%. Per il 2013 sono previsti 20 milioni di nuovi investimenti, a cui si aggiungeranno ulteriori 34 milioni di euro ereditati da Terni Green.