Il quinto Conto Energia, in vigore fino a maggio 2013, prevede che il Gestore per i servizi elettrici (Gse) corrisponda 0,228 euro per ogni kilowatt di energia prodotto e consumato a casa propria attraverso impianti da 1 a 3 kilowatt picco (il kilowatt picco, kWp, misura la produttività massima di un impianto fotovoltaico) e 0,216 euro per ogni kilowatt prodotto da sistemi con capacità dai 3 ai 12 kWp. Oltre a risparmiare sulla bolletta, c'è insomma la possibilità di guadagnare.

Questo perché l'elettricità prodotta attraverso sistemi fotovoltaici è energia pura, che si ottiene senza l'effetto collaterale di emissioni inquinanti, e il suo utilizzo è quindi incentivato, come previsto dal Protocollo di Kyoto ratificato anche dall'Italia.

Ma le possibilità di guadagnare non sono finite qui: le case d'abitazione consumano meno energia di quanta i sistemi fotovoltaici producano (il consumo elettrico domestico è di norma di 3 kW, 6 nel caso di villone con piscina). E l'elettricità in eccesso prodotta da impianti fotovoltaici a casa viene, obbligatoriamente, comprata dal Gse al prezzo di 0,146 euro da impianti da 1 a 3 kWp e di 0,134 euro da impianti dai 3 ai 12 kWp.

Quanto si possa guadagnare dipende dall'esposizione al sole della casa e dunque anche dalla località dove si trova. In media in Italia un sistema fotovoltaico da 1 kWp produce 1.250 kilowatt/ora l'anno. Si tratta di 182,5 euro, ai quali va aggiunta la somma che sarà pagata per quanto di quei 1.250 kilowatt non sarà consumato a casa e verrà ritirato dal Gse.

Il pagamento arriva con bonifico del Gse ogni 2 mesi, per 20 anni e anche quando il quinto Conto Energia sarà rimpiazzato dai successivi. Unici 2 requisiti per ottenerlo sono l'allacciamento del proprio sistema fotovoltaico alla rete elettrica generale e l'utilizzo di pannelli costruiti con materiali riconosciuti dal Gse (moduli monocristallini, moduli poli o multi-cristallini, pellicole sottili).

Il consiglio è ovviamente di rivolgersi ai maggiori operatori elettrici nazionali, più affidabili e con costi d'intervento più alti ma onnicomprensivi (Enel ad esempio include nel proprio prezzo chiavi in mano anche i 120 euro più Iva da pagare per l'allacciamento alla rete elettrica generale).