La Danimarca prevedeva di raggiungere una potenza di energia fotovoltaica di 200 MW entro il 2020, ma secondo le stime attuali raggiungerà tale risultato entro la fine del 2012, grazie agli incentivi governativi. Il ministro degli Affari Esteri danese ha dichiarato che l'energia fotovoltaica del suo Paese sta crescendo al ritmo di 36 MW al mese. Il Governo ha così posto come obiettivo finale l'ambizione ad arrivare al 100% di approvvigionamento con le fonti rinnovabili entro il 2050.

Puntare sulle rinnovabili ed in particolare sull'eolico (di cui recentemente SuperMoney News si è occupato: «Eolico: arrivano le pale in legno») sembra sia vincente come strategia di lungo periodo, in base ai risultati di una recente ricerca di Ken Caldeira e Kate Marvel (Carnegie Institution for Science), che studia le potenzialità di questa fonte di energia rinnovabile. La ricerca è stata pubblicata il 9 settembre scorso sulla rivista scientifica Nature Climate Change. La conclusione a cui giunge lo studio è che attraverso l'energia eolica si può soddisfare la richiesta energetica di tutto il mondo. La gran parte del vento usabile a tale scopo, in base a tali studi, però, non è l'energia di superficie, ma quella ad alta quota.

Caldeira e Marvel hanno studiato il potenziale energetico dei venti di superficie e dei venti atmosferici, in relazione ai limiti geofisici. Le turbine eoliche delle centrali on-shore ed off-shore si avvalgono dei venti di superficie. Per quanto riguarda i venti atmosferici, invece, quelli di più alta quota, vi è un progetto italiano (per se dal nome anglofono) che prevede il suo sfruttamento: il Kite Wind Generator, altrimenti chiamato più brevemente KiteGen. L'idea è dell'industriale Massimo Ippolito che, osservando i kitesurfer, pensò di utilizzare un analogo sistema per ricavarne energia elettrica.

Oggi si vede il KiteGen come il più promettente dei progetti relativi all'energia verde, ma all'inizio l'idea sembrava azzardata. Massimo Ippolito stesso la accantonò per anni. Quando si è passati dalla teoria alla pratica, realizzandone dei prototipi, il progetto ha avuto un inizio promettente. Il suo primo prototipo si è avuto nel territorio di Berzano di San Pietro (AT), ma il prototipo a scala industriale si sta realizzando a Sommariva Perno (CN).

L'impatto ambientale, secondo i due ricercatori, sarebbe limitato se non si concentrano gli impianti in alcune regioni. Lo studio di Caldeira e Marvel, però, non prende in considerazione i costi, ma solo i limiti geofisici. Per ciò che riguarda i costi della tecnologia in questione c'è ancora di certo da fare per renderli meno esosi, oltre ad avere una linea politica quale quella danese.