Nel tentativo di sviluppare ed incentivare l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile, alla Vanderbilt University del Tennessee, l'ingegnere biochimico Kane Jannings ha sviluppato una cella fotovoltaica che utilizza gli spinaci. Il concetto alla base è molto semplice ed intuitivo: si tratta di copiare quello che la natura fa da sempre con la fotosintesi clorofilliana, cioè trasformare la luce solare in energia.

La cella fotovoltaica ibrida funziona combinando la proteina Ps1(presente in tutte le piante) col silicio contenuto nelle celle dei pannelli solari. Lo studio pubblicato dalla rivista scientifica Advanced Materials mette in evidenza come gli spinaci, meglio di altre piante, riescano a combinarsi col silicio dando un risultato produttivo pari al 100%, nettamente superiori alle altre tecnologie che hanno circa il 40% di efficienza energetica.

La combinazione di questa proteina è stata sperimentata con diversi metalli; ma col silicio si è verificata una produzione energetica superiore a tutte le altre combinazioni effettuate, infatti con queste celle si ottiene un milliampere di corrente per cm/q. Con loro grande sorpresa, gli scienziati hanno scoperto che non è solo il livello di energia sviluppato ad essere degno di nota, ma anche la tensione con cui l'energia si trasferisce è fonte d'ispirazione per progettare una rete d'utilizzo di massa.

Lo studio dei due scienziati statunitensi è attualmente indirizzato anche all'utilizzo del kudzu. Si tratta di una pianta rampicante, longeva (vive fino a 100 anni), simile alla vite proveniente dal Giappone, le cui proprietà benefiche in medicina sono note fin dall'antichità e che è largamente diffusa sul pianeta anche in forma selvatica.

Attualmente siamo lontani dal poter far funzionare una intera abitazione con le celle agli spinaci; ma il professor David Cliffel, responsabile dell'equipe di scienziati che lavora a questo progetto, è ottimista e stima che già nei prossimi 3 anni potrebbe iniziare la diffusione di questa nuova tecnologia; anche perché lo scorso aprile, un gruppo di studenti della Vanderbilt University, ha progettato un intero pannello solare formato da celle bio-ibride già in fase di realizzazione.

E' decisamente molto facile comprendere quanto questa ricerca possa essere essenziale per il nostro Paese. In Italia infatti, l'utilizzo delle energie rinnovabili, riguarda solo il 20-25% della produzione di energia elettrica, percentuale decisamente in contrasto con la produzione energetica olandese considerando il clima e la sua estensione territoriale.