Puntare sulle nuove fonti energetiche rinnovabili è ormai essenziale per soddisfare i nostri bisogni di energia elettrica, ma anche per rilanciare l'economia nazionale. E' da questi propositi che è nata la "Carta del Sole", un patto siglato qualche giorno fa a Palermo tra territorio e imprese per lo sviluppo del solare termodinamico.

Si tratta di una fonte di energia pulita e rinnovabile, basata sulla concentrazione del calore prodotto dal sole e in grado di riscaldare l'acqua fino ad altissime temperature. Una fonte continua, dunque, che permette di produrre energia anche di notte, nonché di accrescere i posti di lavoro e di arricchire l'economia nazionale. La produzione di energia termodinamica si basa, infatti, su una tecnologia tutta italiana, sulla quale il nostro Paese ha attualmente un vantaggio competitivo.

Il solare termodinamico appare, dunque, una fonte su misura per un paese come l'Italia, e in particolare per il Meridione, avvantaggiato anche dalle particolari condizioni climatiche. In Sicilia i livelli di insolazione superano di quasi un quarto la media italiana e in linea teorica basterebbe un impianto di un chilometro quadrato di superficie per soddisfare le esigenze elettriche domestiche di oltre 20.000 famiglie. In più, in Sicilia sono già attivi o in fase di costruzione gli unici impianti italiani.

Per questo le imprese siciliane hanno accolto con favore l'iniziativa, giungendo ad un vero e proprio accordo con il territorio per incentivare la diffusione dei pannelli solari termodinamici. La "Carta del Sole" è stata firmata in occasione del convegno "Sicilia, l'isola del Solare termodinamico" organizzato da Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) e Fred Sicilia (Forum regionale per l'energia distribuita) in partnership con Confindustria Sicilia e Fondazione Sicilia.

"L'obiettivo del piano energetico nazionale presentato nel 2011 è di 600 megawatt - ha spiegato il presidente di Anest Gianluigi Angelantoni - il suo raggiungimento darebbe occupazione a 18.000 persone in fase di costruzione e a 600 in fase di gestione". Nel corso del convegno il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha definitivo la produzione di solare termodinamico un vero e proprio "asso nella manica" per il sistema italiano. "Brevetti e tecnologia - ha spiegato Clini - oltre a un altissimo indice di insolazione, ci forniscono incredibili condizioni di partenza per diventare il paese europeo a più alto sviluppo di questa tecnologia rinnovabile innovativa».