Il costo dell'energia prodotta col fotovoltaico o tramite altre fonti rinnovabili ha quasi raggiunto quello dei kWh ottenuti in modo tradizionale, ovvero da combustibili fossili.

È quanto emerge dalla relazione della International Renewable Energy Agency, che si è occupata di verificare se davvero le fonti rinnovabili siano poco competitive in termini di efficienza produttiva. Il risultato ha confermato l'infondatezza di questa tesi, portando dati incoraggianti.

Ad esempio, il fotovoltaico ha fatto passi da gigante. Grazie al calo del prezzo dei pannelli solari (-60% solo negli ultimi due anni), l'energia prodotta viene venduta a un dollaro a watt. La fornitura di energia elettrica da rinnovabili è quindi estremamente competitiva, soprattutto per l'edilizia residenziale.

Dati positivi anche dall'eolico, che batte le centrali a gas con un costo di 0,04-0,05 centesimi di dollaro/kWh. La fonte più economica è l'idroelettrico, con un costo minimo registrato di 0,02 centesimi/kWh (con un massimo, però, di 0,19 centesimi). Il rapporto evidenzia anche come stia dimostrando un interessante potenziale anche la produzione di energia elettrica da scarti agricoli e forestali, con costi che si aggirano intorno a 0,06 centesimi/kWh.