Sembra che la difficile situazione finanziaria delle industrie europee sia dovuta ad un brusco abbassamento dei costi dei pannelli solari, il cui valore di mercato ha subito un crollo del 60% a causa della aggressiva politica dei prezzi low cost praticata dai produttori asiatici.

In Cina i costi sono abbattuti per effetto dumping, grazie al sostegno economico assicurato dal Governo di Pechino ai produttori di pannelli per il fotovoltaico. Sembra, però, che questa situazione violerebbe le norme sulla concorrenza mondiale, un cavillo legale a cui vorrebbero appoggiarsi i produttori europei chiedendo un intervento immediato di Bruxelles.

Non solo in Europa ma anche in altri paesi del mondo, come gli USA, risentono del mercato asiatico e per far fronte a questa potente strategia commerciale hanno dovuto introdurre dei dazi sull'importazione dei pannelli dalla Cina. La stessa Italia ha tentato di difendersi istituendo dei bonus per i possessori di impianti di fabbricazione europea per la produzione di energia elettrica.

Secondo l'associazione Eu ProSun, però, non bastano e bisogna seguire la strategia americana. "I produttori dell'Unione Europea possiedano le migliori tecnologie solari del mondo, ma, allo stesso tempo, vengano battuti nel proprio mercato per via dell'esportazione sottocosto dei prodotti solari cinesi, economicamente più competitivi" ha sottolineato il presidente dell'associazione Milan Nitzschke. Viceversa, in questo momento i piccoli imprenditori che vivono sulle importazioni cinesi di pannelli fotovoltaici, cadrebbero in forte difficoltà se l'Unione Europea dovesse decidere di aiutare i "Big" del settore imponendo misure antidumping.