SuperMoney ha raccolto numerose segnalazioni di utenti da tutta Italia sulla questione della stima dei consumi di energia in bolletta. Cosa fare nel caso in cui il consumo reale sia ben al di sotto di quanto effettivamente fatturato, ovvero se si paga molto più di quanto realmente dovuto? Facciamo chiarezza.

Lettura del contatore
Il contatore elettronico rileva automaticamente il livello del consumo, sollevando l'utente dalla necessità dell'autolettura e consentendo di pagare solo quanto effettivamente consumato. Nel caso in cui, invece, sia ancora in funzione un vecchio contatore l'utente dovrà pagare in base alla stima dei consumi effettuati tra una lettura e la successiva.

La lettura dei contatori spetta ai distributori ed è obbligatorio effettuarla almeno una volta all'anno. I dati rilevati vengono poi inoltrati ai venditori, che provvedono all'emissione della fattura. L'autolettura è invece consentita a tutti gli utenti che non dispongono ancora di un contatore elettronico. I dati devono essere comunicati al distributore e valgono ai fini della fatturazione, anche se questo non esime il distributore dal suo obbligo di lettura periodica.

Nel conguaglio, il venditore provvederà a stornare quanto eventualmente pagato in eccesso, in base al confronto tra la stima e il consumo effettivo. Per evitare bollette da capogiro, l'Aeeg (Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas) ha stabilito che l'importo totale del conguaglio può essere rateizzato.

Stima dei consumi
Tra una lettura del contatore e quella successiva, il venditore di energia può calcolare la fattura operando una stima dei consumi sulla base di quelli dei mesi precedenti e delle dichiarazioni dell'utente rispetto alle sue abitudini di consumo, alla grandezza del nucleo familiare, alla quantità e al tipo di apparecchiature utilizzate.

In ogni caso, il consumatore ha sempre diritto ad essere informato riguardo ai criteri di calcolo usati per la stima. Nel servizio di maggior tutela (per l'elettricità) e di tutela (per il gas), lo strumento privilegiato per le comunicazioni è la bolletta. Per le forniture del mercato libero, i dettagli in materia devono essere esplicitati anche nel contratto.

Il servizio clienti
Che fare, però, se ci si accorge che i propri consumi sono nettamente al di sotto della stima? Il primo passo è rivolgersi al servizio clienti della compagnia, che dovrebbe fornire tutte le informazioni necessarie. Stando alle segnalazioni ricevute, purtroppo questo non avviene sempre. In particolare, si omette di indicare la procedura giusta per ottenere una rettifica della fatturazione.

Come inoltrare i reclami
La richiesta di rettifica della fatturazione va inoltrata per iscritto al proprio venditore, tramite raccomandata A/R, utilizzando l'apposito modulo che si può scaricare dal sito della compagnia.

La risposta motivata e dettagliata della compagnia dovrà pervenire entro 40 giorni. Se il venditore ammette l'errore nella fatturazione, il rimborso dovrà essere disposto, anche nella forma di accredito in bolletta, entro 90 giorni. Scaduto questo termine, scattano degli indennizzi automatici per il ritardo (20 euro fra i 90 e i 180 giorni, 40 euro fra i 180 e i 270 giorni, 60 euro oltre i 270 giorni).

Se la risposta non dovesse ancora arrivare o non fosse esaustiva, il consumatore può segnalare il disservizio all'Aeeg, che provvederà ad aprire un procedimento e applicare sanzioni amministrative contro la società. Per ogni dubbio o informazione, lo sportello del consumatore dell'Aeeg saprà indicarvi cosa fare. È raggiungibile al numero verde 800 166 654, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Per avere un quadro più chiaro delle normative a tutela dell'utenza, vi rinviamo all'utilissimo Atlante dei diritti del consumatore di energia consultabile sul sito dell'Aeeg.