Dopo 9 mesi di attesa e a 2 mesi dall'approvazione dei decreti, il Quinto Conto Energia e il decreto per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas), hanno ottenuto il via libero definitivo. I decreti, che definiscono il nuovo sistema di incentivi sulle fonti rinnovabili che producono energia elettrica, sono stati firmati dai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell'Ambiente Corrado Clini e dell'Agricoltura Mario Catania. Ma questo via libera definitivo non ha chiuso le polemiche,che hanno portato ai ritardi di questi mesi.

Nel comunicato diffuso dal ministero dello Sviluppo si legge: "Il nuovo regime permetterà di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e con forti ricadute sull'economia italiana tale da ridurre l'impatto sulle bollette di cittadini e imprese". Tuttavia, se per il Governo, il Quinto Conto Energia e l'altro decreto costituiscono un importante e necessario taglio delle spese, soprattutto per il settore del fotovoltaico, per le Associazioni si tratta di un durissimo colpo a tutto il comparto, che potrebbe portare il Paese a perdere il "primato verde" raggiunto negli scorsi anni nella diffusione del fotovoltaico.

Ora si sa ufficialmente la data di inizio dei decreti. Il Quinto conto Energia entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto per fine settembre) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, mentre per le altre rinnovabili il nuovo sistema entrerà in vigore il primo gennaio 2013, anche se è previsto un periodo transitorio di 4 mesi. Unica eccezione, gli impianti realizzati su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012 a cui si applicheranno ancora le tariffe del Quarto Conto Energia.

Come ha sottolineato anche il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, rispetto alla bozza iniziale, sono state accolte alcune proposte di modifica avanzate da Associazioni, Autorità per l'Energia, Conferenza Unificata e richieste da specifiche mozioni Parlamentari. In particolare il nuovo testo dei decreti prevede: un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 milioni di Euro annui, che significa aggiungere altri 10 miliardi di euro di spesa divisi in un arco di 20 anni e che corrispondono 200 milioni per il fotovoltaico e a 300 milioni per il non-Fotovoltaico; una semplificazione delle procedure per l'iscrizione ai registri; l'innalzamento delle soglie di accesso ai registri per tutte le categorie rilevanti. Per il gli impianti fotovoltaici vengono esentati dai registri gli impianti a concentrazione, quelli innovativi e quelli realizzati da Amministrazioni pubbliche, oltre a quelli in sostituzione di amianto fino a 50 KW. Inoltre, sono esentati gli impianti tra 12 e 20 KW che richiedono una tariffa ridotta del 20%. Viene mantenuto il premio per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto e per quelli uso di componenti europei; sono stati incrementati gli incentivi per alcune tecnologie come geotermico innovativo, fotovoltaico a concentrazione e innovativo. È prevista una rimodulazione dei termini di pagamento dei certificati verdi ed è stata confermata la priorità di accesso al registro per gli impianti realizzati dalle aziende agricole.

Il commento del senatore Francesco Ferrante, responsabile Pd per i cambiamenti climatici, però, rende bene l'idea della posizione di chi in questi mesi ha sostenuto dei cambiamenti delle bozze: "Il legno storto non si raddrizza: questi decreti, anche se contengono singoli elementi positivi, erano nati male e si sono conclusi male. La verità è che questo governo ha deciso di non sostenere il settore delle rinnovabili abbandonandolo a metà strada: un pessimo segnale per lo sviluppo del paese".