L'Aeeg ha pubblicato il "Sesto Rapporto Annuale sul meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica", ponendo l'accento sulla difficoltà di gestione dei diversi e numerosi incentivi a disposizione dei cittadini per interventi volti a incrementare il risparmio energetico.

In particolare, l'Authority ha evidenziato i rischi di una "cannibalizzazione reciproca" fra questi strumenti, dovuta all'impossibilità di cumularli, alla fisiologica mancanza di coordinamento delle iniziative e all'incertezza normativa riguardo a quelli in scadenza. Tutto ciò si traduce in occasioni mancate per lo sviluppo sostenibile del Paese, oltre che in costi di gestione estremamente elevati.

I Titoli di Efficienza Energetica, o Certificati Bianchi, sono stati introdotti nel 2004 dal Ministero dell'Ambiente per promuovere il risparmio energetico tra i distributori di energia. Questi vengono premiati con i Certificati Bianchi in proporzione alle unità Tep (tonnellata equivalente di petrolio) risparmiate. I cosiddetti "soggetti obbligati", ovvero i distributori, possono realizzare essi stessi degli interventi di efficienza energetica oppure acquistare i titoli presso operatori accreditati.

Negli ultimi anni, il meccanismo dei TEE si è sovrapposto alle famose "detrazioni 55" (ora ridotte al 50%) e ai sostegni CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento), attivi dal 2011, che non seguono esattamente gli stessi parametri gestionali e di calcolo applicati dall'Aeeg e dal GSE. In questo quadro già complesso e farraginoso, si inserisce anche l'incognita riguardo alla scadenza dei TEE.

I Certificati Bianchi, infatti, stanno per scadere: potranno essere attribuiti solo agli interventi realizzati entro il 31 dicembre 2012. Mancano però indicazioni relative a eventuali proroghe o alternative, oltre che alle normative che fissano gli obblighi per i distributori di energia. La lacuna legislativa avrebbe ricadute negative su tutto il comparto della green economy e dell'approvvigionamento e distribuzione dell'energia , in un periodo di investimenti strutturali già scarsi a causa della crisi. Ne risentirebbero, inoltre, i consumatori: le bollette subirebbero ulteriori rincari dovuti alla necessità dei distributori di affrontare interventi per il risparmio energetico più costosi dei vecchi TEE.