Giovedì scorso si è raggiunta un'importante tappa per la politica di risparmio energetico dei Paesi europei. Il Consiglio Europeo è arrivato a un accordo sulla proposta di direttiva sull'efficienza energetica che porterà ad introdurre alcune misure obbligatorie in tutti gli Stati Ue.

Sul raggiungimento dell'accordo, il relatore del Parlamento Europeo, Claude Turmes (Verdi / ALE, LU) ha affermato: "La nuova direttiva sull'efficienza energetica sancisce per legge l'obiettivo di efficienza del 20% e prevede misure vincolanti che contribuiranno a colmare il divario che separa l'UE dal raggiungimento della riduzione dei consumi energetici del 20% entro il 2020. Ancora più deve essere fatto per colmare questa lacuna."

Gli obiettivi per l'efficienza energetica stabiliti a livello europeo rappresentano dei traguardi importanti non solo in termini di rispetto ambientale, ma anche per un risparmio economico nella bolletta di luce e gas sia per le famiglie, che per le imprese. Inoltre, migliorare l'efficienza energetica degli edifici e assumere dei comportamenti eco-sostenibili, permette anche di essere meno dipendenti dalle importazioni di energia.

Ecco alcune delle misure obbligatorie stabilite nella direttiva.


Riqualificazione energetica degli edifici
Tutti gli "edifici riscaldati e /o raffreddati posseduti ed occupati da istituzioni del governo centrale" devono essere ristrutturati per il 3% della superficie totale. Questa operazione è d'obbligo per tutti gli edifici con una "metratura utile totale" di più 500 m² e, a partire da luglio 2015, di oltre 250 m². Per ottener gli obiettivi di risparmio energetico, gli Stati membri possono anche utilizzare mezzi alternativi (completa ristrutturazione).

Diagnosi energetiche per le imprese

Per tutte le grandi aziende ci sarà l'obbligo di sottoporsi a test di tipo energetico. I controlli dovranno iniziare entro tre anni dall'entrata in vigore della direttiva e dovranno essere fatti ogni quattro anni.

Efficienza nel riscaldamento e raffreddamento

Entro dicembre 2015, gli Stati Ue dovranno fare una "valutazione globale" delle reali possibilità di applicazione della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscaldamento e raffreddamento all'interno del paese stesso e comunicarla alla Commissione Europea. Inoltre dovranno fare una valutazione costi-benefici (proposta dei deputati) del territorio in base alle condizioni climatiche, di fattibilità economica e di idoneità tecnica.

Finanziamento degli impianti ad alta efficienza energetica

Per favorire gli impianti ad alta efficienza energetica, la proposta dei deputati è stata di creare delle specifiche possibilità di finanziamento per facilitare la creazione di questi impianti o l'uso di quelli esistenti.

Obiettivo della direttiva comunitaria è di portare a un abbassamento del 20% dell'utilizzo di energia in tutti gli Stati membri entro il 2020. Ciascun Paese dovrà indicare i propri obiettivi nazionali e presentare il piano di azione ogni 3 anni, nel 2014, nel 2017 e nel 2020. La Commissione, da parte sua, dovrà valutare i miglioramenti entro il giugno 2014. Staremo a vedere cosa accadrà, intanto aspettiamo il voto finale della direttiva che è previsto per settembre.