Sorgenia, importante azienda privata italiana del mercato nazionale dell'energia elettrica e del gas naturale, ha aperto una centrale elettrica di nuova generazione nei comuni di Bertonico e Turano in provincia di Lodi. Il nuovo impianto, realizzato da Ansaldo Energia, ha richiesto due anni di lavoro, per un totale di 2 milioni di ore di lavoro diretto in cantiere per un investimento complessivo di 450 milioni.

La centrale di Lodi è un impianto a ciclo combinato con una potenza di 800 megawatt ed è in grado di produrre 2,5 miliardi di chilowattora all'anno. L'impianto ha tutte le caratteristiche di un impianto ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale, in linea con le linee di strategia di crescita dell'azienda controllata dal gruppo Cir della famiglia De Benedetti. La centrale presenta un livello di emissioni di CO2 molto basso (circa il 30% dei tradizionali impianti termoelettrici nazionali) e può raggiungere la massima operatività in poco più di un'ora, inoltre il rendimento medio, cioè il tasso di conversione dell'energia chimica del combustibile in energia elettrica, è superiore al 57%, mentre la media nazionale si attesta intorno al 40%.

Rodolfo De Benedetti, presidente di Sorgenia, ha commentato con queste parole, l'apertura della nuova centrale: "Per noi è un giorno molto importante, perché questi investimenti completano un percorso che è stato di complessivi due miliardi di euro. L'impianto lodigiano, insieme all'intero parco di generazione che Sorgenia ha realizzato negli ultimi dieci anni, testimonia anche la nostra fiducia sulle potenzialità del nostro paese, che resterà centrale nelle strategie future della società".

Durante l'inaugurazione, inoltre, è stata messa in evidenza anche una delle maggiori contraddizioni del mercato energetico nazionale. In Italia, pur essendoci il parco energetico più avanzato d'Europa, le bollette sono tra le più costose dei Paesi Ue (20-30% più alte della media). Causa di questa situazione è il prezzo del gas metano. "Se riuscissimo a pagare il gas - ha spiegato l'amministratore delegato di Sorgenia Massimo Orlandi - come nel resto dell'Europa, potremmo quanto meno arrivare a smettere di importare energia elettrica. Attualmente il metano ha un prezzo assolutamente irrazionale, ci stiamo dando una sorta di dazio sulle esportazioni. Perché se fosse più basso non solo potremmo smettere di importare fino al 15% del nostro fabbisogno di elettricità all'anno, ma diventeremmo