Nel 2011 l'Italia si è aggiudicata la maglia nera dei rincari per i servizi di luce e gas. Per i consumatori non si tratta certo di una novità: gli aumenti annunciati dall'Aeeg, soprattutto quelli del secondo semestre dell'anno, hanno pesato non poco sul portafoglio delle famiglie. E il problema è che la fine dell'anno non ha segnato anche la fine dei rincari: nei primi due trimestri del 2012 le bollette dell'elettricità e del gas, infatti, non hanno smesso di lievitare, diventando una delle spese maggiori (e più difficili da pagare) dei consumatori italiani.

Rimanendo al 2011, secondo uno studio di Eurostat che ha coinvolto i 27 Paesi della Ue, in Italia, negli ultimi mesi dell'anno, il costo dell'energia è aumentato in modo molto più elevato rispetto allo stesso periodo del 2010. Per il gas gli aumenti sono stati dell'11,2% e per l'elettricità dell'8,5% (dato provvisorio). Anche se non si tratta dei dati più alti in Europa, le percentuali superano quelle della media Ue-27. Mediamente, a livello europeo, il prezzo del gas è aumentato dell'11% e quello della luce del 6,3%.

Per quanto riguarda il gas, i Paesi dove ci sono stati gli aumenti maggiori sono stati il Regno Unito (+27,2%) e il Lussemburgo (+22,4%). Per l'elettricità, i rincari più elevati si sono avuti in Lettonia, con un +27,5, Portogallo (+12,9%) e Spagna (+12,8%). Questi rincari, sommati a quelli del 2012, mettono in luce una situazione che sta diventando sempre più insostenibile per gli utenti finali che, oltre alle spese energetiche, devono far fronte anche ai rincari generali dei consumi e all'aumento della tassazione.

L'augurio è che, almeno per quanto riguarda il mercato del gas, la separazione di Eni e Snam che avverrà nei prossimi mesi, porti anche a un reale abbassamento dei costi in bolletta.