In queste ultime settimane l'entrata in vigore dei decreti ministeriali sugli incentivi alle fonti rinnovabili e del nuovo Conto Energia per il fotovoltaico ha messo in allarme tutto il comparto dell'energia verde. Il taglio degli incentivi previsto dal Governo sta preoccupando tutti gli addetti ai lavori e mettendo in dubbio il futuro stesso dell'energia solare nel nostro Paese.

Ad aprire un possibile spiraglio positivo per il settore sono i dati riportati nel Solar Energy Report del Politecnico di Milano che dimostrano come i rendimenti degli impianti fotovoltaici che producono energia elettrica, soprattutto al Sud, sono già accettabili anche senza l'aiuto degli incentivi statali. Questo non vuol certo dire che il settore del fotovoltaico in Italia possa vivere completamente senza incentivi, tuttavia mostra come il comparto del solare italiano sia cresciuto notevolmente negli ultimi anni, sganciandosi anche dagli aiuti statali.

Lo sviluppo del fotovoltaico non è dipeso solamente dagli incentivi dello Stato, ma anche dalla riduzione a livello globale del costo dei pannelli che dal 2007 al 2011 si è praticamente dimezzato (e si prevede continuerà a diminuire) e dal caro-greggio che ha garantito competitività alle fonti rinnovabili rispetto ai combustibili fossili.

Anche se il Solar Energy Report prevede un drastico calo delle installazioni per il 2012, proprio a causa del taglio degli incentivi previsti dal Conto Energia, si deve riconoscere il fatto che per molti impianti del Sud si è ormai raggiunta la grid parity, cioè un livello di redditività tale per cui si può anche fare a meno degli incentivi statali. In base ai calcoli del rapporto, l'investimento sul fotovoltaico sarebbe già vantaggioso per gli impianti di media potenza (200-400 kilowatt). Un impianto domestico (3 kilowatt), invece, comincia a diventare remunerativo solo dopo qualche mese.

Ora gli occhi di tutti sono puntati sul testo definitivo del Conto Energia che giovedì passa all'esame delle Regioni. Vedremo se i tagli verranno accettati o meno e in quale misura, certo è che ora il settore deve provare anche a reggersi da solo senza contare troppo sugli incentivi dello Stato.