Con circa 330.200 impianti per 12.780 MW installati e 11 TWh prodotti, l'Italia, alla fine del 2011, si è aggiudicata il secondo posto nel mondo per capacità di energia elettrica fotovoltaica totale in esercizio, subito dietro alla Germania. Allo stesso tempo, con 174.220 nuove unità per una potenza di 9.300 MW in più rispetto al 2010, il nostro Paese si è guadagnato il primo posto in quanto a nuova capacità produttiva entrata in esercizio nel corso dell'anno, superando, in questo caso, la Germania. Questi sono i dati più evidenti che emergono dal Rapporto Statistico sul solare fotovoltaico relativo al 2011 pubblicato ieri dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse) sul suo sito internet.

Il 2011 è stato un anno particolarmente redditizio per il settore del fotovoltaico, che ha visto quasi quadruplicare la potenza istallata rispetto alla fine del 2010. In termini percentuali, il maggiore incremento lo hanno registrato gli impianti di media dimensione (tra 1 e 5 MW), con una crescita del 400%. La taglia media degli impianti tra 1 e 5 MW, rispetto al 2010, è passata da una media di 1,9 MW a circa 2,3 MW (+18%). La taglia media degli impianti sopra i 5 MW è invece diminuita del 27% (da 12,7 MW a 9,2 MW).

L'enorme crescita che si è avuta nell'ultimo anno conferma la tendenza degli anni precedenti. Dal 2007 a oggi la crescita del comparto è avvenuta a ritmi molto veloci: nel 2008 il numero degli impianti è quadruplicato rispetto al 2007, così come nel 2009, 2010 e 2011 in cui è il numero è sempre almeno raddoppiato rispetto all'anno precedente. Rispetto alla potenza, la crescita è stata "esponenziale" con un aumento nel 2011 del 268% in più rispetto al 2010. Il Gse, inoltre, ha rilavato anche che il 95% dei Comuni italiani possiede almeno un impianto solare, segno del successo e della buona accettazione del fotovoltaico in Italia.

A contribuire in maniera sostanziale a questa rapida crescita del fotovoltaico nel nostro Paese è stato in particolar modo il meccanismo di incentivazione del Conto Energia, che nei prossimi mesi verrà modificato in seguito all'entrata in vigore del Quinto Conto Energia, che porterà dei tagli agli incentivi stessi. Attualmente il decreto, insieme a quello sulle altre rinnovabili termiche, attende di essere approvato dalla Confernza-Stato-Regioni che ha deciso di bloccare i decreti, in attesa che il Governo riveda alcune sue decisioni rispetto al nuovo sistema di incentivazione