L'intricata vicenda del Quinto Conto Energia non sembra essere ancora terminata. Nei giorni scorsi la circolazione on line di una bozza non ufficiale del nuovo piano, che prevedrebbe un netto taglio agli incentivi per il fotovoltaico, ha fatto scatenare le reazioni negative delle associazioni di settore. Ora, secondo le ultime notizie e indiscrezioni, sembra proprio che il testo della versione definitiva del provvedimento potrebbe essere molto simile a quello della bozza.

Il Quinto Conto Energia è ancora nelle mani di esperti e tecnici del Governo, ma i rappresentati delle associazioni e delle imprese, dopo un incontro coi membri ministeriali, hanno fatto sapere che le misure che verranno prese, molto probabilmente, ricalcheranno quelle già contenute nella bozza pubblicata on line.

"In pratica, ci hanno fatto capire che la bozza è quella", è stato il commento secco di Giorgio Ruffini, presidente di Azione Energia Solare. Tra le novità previste dal nuovo Conto Energia, quindi, c'è un sostanziale ridimensionamento degli incentivi per il solare con l'istituzione di un registro per gli impianti di potenza dai 3 kW in su, privilegiando quelli di piccola dimensione, l'auto-consumo e la riconversione di aree disagiate tramite l'installazione di impianti. È anche previsto un limite massimo di spesa di 7 miliardi di euro all'anno.

Molte associazioni hanno espresso il loro dissenso verso il taglio agli incentivi al fotovoltaico. Tra queste anche il WWF, che, intervenendo sulla questione, ha sottolineato l'importanza della diffusione dell'energia elettrica prodotta da fotovoltaico, sia per l'ambiente, che per lo sviluppo di una "Green Economy" nel nostro Paese.

Sulle polemiche che sono nate in questi giorni sul peso delle energie rinnovabili in bolletta, soprattutto in seguito ai nuovi rincari annunciati dall'Aeeg, il WWF ha affermato: "Quello del peso sulla bolletta è un falso problema. Gli Italiani, che pagano ancora le compensazioni per il nucleare chiuso 25 anni fa e le accise sulla benzina per la guerra di Abissinia del 1935 non vogliono certo vedere cadere proprio gli investimenti sul futuro. L'importante è favorire un vero sviluppo industriale legato alla Green Economy e modulare gli incentivi in modo da garantire le migliori tecnologie e gli impianti che rappresentino un vero vantaggio economico e ambientale".