Domani le Associazioni e le imprese del settore delle rinnovabili sono pronte a scendere in piazza per difendere il futuro dell'energia "verde" del nostro Paese. L'appuntamento è previsto per le 11:00 davanti a Palazzo Montecitorio a Roma. La manifestazione "Salviamo il futuro delle rinnovabili", organizzata da Legambiente, è nata come protesta al taglio degli incentivi all'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici e da altre fonti rinnovabili previsto dai nuovi decreti ministeriali sulle rinnovabili e il Quinto Conto Energia.

I decreti, presentati la scorsa settimana dal Governo, prevedono una riduzione degli incentivi che penalizza l'intero settore. Per il fotovoltaico, una volta raggiunta la quota di 6 miliardi di euro, dovrebbe entrare in vigore un nuovo sistema di incentivazione, il Quinto Conto Energia. Questo nuovo conto vede il tetto massimo annuo scendere a 500 milioni di euro, nonché l'introduzione di una serie di misure burocratiche, i registri per gli impianti di piccola-media dimensione (12 chilowattora), che appesantiscono ulteriormente il quadro normativo. Per le rinnovabili elettriche non solari è prevista l'introduzione di un meccanismo di aste al ribasso per gli impianti di potenza superiore ai 5 megaWatt e di un registro per le installazioni di potenza media.

Le nuove regole preoccupano molto il mondo delle rinnovabili, non solo perché rischiano di bloccare il settore in futuro, ma anche perché rischiano di modificare le regole applicabili agli impianti già in funzione e a quelli che stanno per essere installati.

Anie/Gifi e Sosrinnovabili hanno sottolineato come i vantaggi delle fonti rinnovabili non si misurino solo in termini di un minor impatto ambientale (con il raggiungimento degli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto), ma anche in termini economici, con la creazione di 100mila nuovi posti di lavoro. Anche Legambiente, attraverso il vicepresidente Edoardo Zanchini, ha manifestato la sua disapprovazione rispetto al testo dei decreti. Zanchini ha affermato: "Sono una brutta sorpresa che rischia di avere un impatto devastante sul settore, con un brusco stop agli investimenti nel territorio italiano".