I decreti presentati dai Ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico rischiano di mettere in crisi 85.000 piccole e medie imprese nazionali (per un totale di più di 200.000 occupati) impegnate nel settore del fotovoltaico e delle fonti rinnovabili. Questo è l'allarme lanciato da CNA, Confartigianato e Casartigiani che, in un comunicato stampa congiunto, hanno evidenziato come la revisione degli incentivi al settore prevista dal V Conto Energia, penalizzerà le pmi che in questi anni si sono occupate dell'installazione degli impianti solari per l'energia elettrica di piccola dimensione.

Senza modifiche correttive, attualmente i decreti prevedono l'introduzione di procedure burocratiche e un taglio agli incentivi che penalizza in particoalr modo gli impianti di bassa potenza. Per questo, gli investimenti per le aziende di piccoli produttori di impainti, installatori e manutentori, rischiano di essere bloccati, con conseguenze negative sia dal punto di vista dell'occupazione, che dal punto di vista della sostenibilità energetica.

L'appello di CNA, Confartigianato e Casartigiani per un cambiamento delle criticità emerse nei decreti si aggiunge a quello delle Associazioni di settore. Nella nota si legge: "Auspichiamo un deciso cambio di rotta nella direzione della partecipazione e trasparenza che accompagni la definizione dell'imminente decreto ministeriale sui regimi di sostegno alle FER termiche e all'efficienza energetica".

In particolare si chiede una maggior tutela per gli impianti di piccola dimensione (almeno fino a 30 kW di potenza), che non dovrebbero essere soggetti a tetti massimi di incentivazione né all'obbligo di iscrizione al registro. Inoltre si richiede l'istituzione di un Tavolo Permanente sulle Fonti Rinnovabili in cui ci si confronti in modo trasparente sulla Politica Energetica del Governo, alla luce delle possibilità offerte dall'energia rinnovabile.