In queste ore a Roma si sta svolgendo la manifestazione di protesta contro i tagli all'energia elettrica da impianti fotovoltaici e da rinnovabili non solari. Le associazioni e le imprese di settore, preoccupate per il futuro dell'energia pulita nel nostro Paese, si sono date appuntamento a Roma (ore 11:00) davanti a Palazzo Montecitorio per manifestare contro le decisioni prese dal Governo in materia di incentivi per le rinnovabili.

La manifestazione "Salviamo il futuro delle rinnovabili" non è però l'unico appuntamento della giornata dedicato all'energia "verde". Sempre a Roma, nel pomeriggio, presso la sede della Fondazione Rubes Triva, si terrà la seconda riunione degli "Stati Generali delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica" organizzata da ISES Italia e Kyoto Club. L'incontro prevede un nuovo confronto tra le Associazioni, i rappresentanti delle Regioni e i Ministeri di riferimento sugli aspetti critici contenuti nei decreti sulle rinnovabili elettriche e termiche e nel Quinto Conto Energia per il fotovoltaico.

Le associazioni di settore (Anie/Gifi, Assosolare e Asso Energie Future) e l'industria del fotovoltaico nel suo complesso appaiono unite contro il taglio degli incentivi: "Nonostante le indicazioni fornite durante la prima riunione degli Stati Generali delle Rinnovabili, il Governo non ha recepito i nostri suggerimenti. Ne prendiamo atto con molto dispiacere e continuiamo a chiedere con forza le necessarie modifiche nell'interesse di tutti. Oggi a Roma porteremo le nostre proposte per una adeguata revisione degli incentivi, proposte concrete che toccano, punto per punto, le criticità presenti all'interno del V Conto Energia".

In particolar modo sono due i punti del decreto su cui non sono disposti a cedere: il "ripristino dei 7 Miliardi €/anno già contemplati dal IV Conto Energia per il limite di spesa cumulato per gli incentivi e l'innalzamento della soglia minima di potenza per l'accesso al registro del GSE".

Come ha sottolineato anche il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, "se si dovesse dare il via libera al V Conto Energia senza le opportune modifiche, il costo dell'energia elettrica aumenterà andando a gravare sul Paese già sofferente a causa della recessione e migliaia di persone perderebbero il lavoro"