Lo sviluppo dell'energia rinnovabile non è solo un obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto a vantaggio dei Paesi sviluppati, ma una vera e propria necessità a livello globale che potrebbe portare l'energia anche in tutti quei Paesi che ancora non ne hanno accesso. Problemi climatici, energia sostenibile e povertà sono i tre temi su cui si è concentrata la IV conferenza Energythink promossa da Eni e Legambiente in collaborazione con l'Università Ca' Foscari, che si è tenuta a Venezia martedì.

In questa occasione Fatih Birol, direttore studi economici dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea), facendo emergere i problemi energetici di molti Paesi in via di sviluppo e del Terzo Mondo, ha voluto sottolineare l'importanza di un piano energetico a livello globale in grado di incentivare la crescita delle energie rinnovabili e di portare l'energia anche agli 1,3 miliardi di persone, distribuite in gran parte in Africa, India, Pakistan e Bangladesh, che non hanno accesso a impianti energetici e ai 2,7 miliardi di persone che non hanno luoghi di cottura che si possono definire "igienici". Per questo l'Onu ha proclamato il 2012 "Anno internazionale dell'accesso all'energia sostenibile per tutti".

Birol in merito alla preoccupazione di molti rispetto all'aumento delle emissioni di gas serra che comporterebbe l'accesso all'energia da parte di un numero maggiore di persone ha dichiarato che: "È un falso problema. Non si tratta di portare di colpo queste popolazioni a uno stile di vita occidentale, ma di consentire un livello minimo di energia tale da farle uscire dall'indigenza: dato che i loro consumi sarebbero bassissimi, le emissioni globali aumenterebbero soltanto dello 0,6%".

Secondo Birol il discorso energetico e quello climatico sono due problemi da affrontare principalmente sul piano economico e politico. Ciò che appare evidente in questo periodo, però, è che questo tipo di questioni non rappresentano le problematiche di primaria importanza davanti ai problemi causati dalla crisi economica globale. Come ha sottolineando Roberto Bocca, direttore capo del settore industrie energetiche del World Economic Forum, "l'accesso all'energia non deve essere visto come un problema di poveri", ma deve essere visto come "un'occasione di investimento, un'opportunità di mercato".

A questo proposito guardare alle energie rinnovabili appare la soluzione migliore per portare l'energia a tutti a basso impatto ambientale. La ricerca delle tecnologie green non è soltanto una questione di tipo etico. Coma ha ricordato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, siamo davanti "a una fase di rivoluzione energetica, che porterà grandi cambiamenti sociali e organizzativi", per cui i Paesi sviluppati dovranno impegnarsi ulteriormente nella diminuzione delle emissioni di gas serra a vantaggio delle soluzioni "green".