Con l'annuncio del prossimo decreto sulle liberalizzazioni, il tema della crescita e della competitività dei mercati rappresenta l'argomento principale di questi giorni. Mentre il Governo ha annunciato che il decreto toccherà molti settori, le associazioni dei consumatori e l'Antitrust chiedono con insistenza che si intervenga in particolar modo nel settore dell'energia. Sui bilanci delle famiglie, infatti,le spese di luce e gas, rappresentano una voce molto importante, soprattutto alla luce dei rincari annunciati dall'Aeeg per il primo trimestre dell'anno.

Secondo la CGIA di Mestre i costi dei prodotti energetici di luce e gas sono in cima alla lista delle spese annuali delle famiglie italiane. Se per il gas la spesa media all'anno per famiglia è di 986 euro, quella dell'energia elettrica raggiunge mediamente i 588 euro. Si tratta delle spese più elevate, insieme a quelle relative ai carburanti e all'assicurazione auto.

Consapevole di questa situazione, l'Antitrust, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella segnalazione presentata qualche giorno fa al Parlamento e al Governo, ha avanzato alcune proposte per promuovere la concorrenza anche nel campo dell'energia. Per quanto riguarda il settore del gas, l'Antitrust, per aumentare la concorrenza nel mercato e permettere un risparmio ai consumatori finali, ha sottolineato l'importanza della costruzione di nuove infrastrutture di importazione. Oltre all'Eni, infatti, fino ad ora, ha cominciato a operare solo una sola nuova infrastruttura per l'importazione di gas naturale ad opera di Adriatic LNG. Secondo l'Antitrust, inoltre, è importante dividere le fasi in monopolio (approvvigionamento) da quelle in concorrenza (vendita), nonché separare la proprietà della rete di trasporto e delle infrastrutture di stoccaggio, che al momento sono gestite solamente da Eni.

Per l'energia elettrica, nonostante la ex monopolista Enel produca solo il 28% dell'energia sul mercato, le principali concorrenti sono quattro (A2A e Iren, Edison e l'Eni) con una quota sopra il 10%, mentre il resto del mercato viene diviso tra società comunque forti che spesso sono collegate con operatori stranieri. La scarsa differenziazione del mix produttivo del parco elettrico nazionale, il mancato potenziamento delle reti di trasmissione e la non prevedibilità della diffusione delle fonti di energie rinnovabili,inoltre, rendono difficile la gestione della trasmissione dell'energia elettrica. Per l'Antitrust, l'aumento della concorrenza e la riduzione della differenza delle informazioni sui consumatori tra i distributori e i venditori finali attraverso l'estensione del Sistema Informativo Integrato (SII), rappresentano due importanti obiettivi fondamentali da raggiungere per migliorare il mercato dell'energia elettrica.

In attesa di conoscere i provvedimenti del Governo nel settore energetico, chi vuole risparmiare sulla bolletta di luce e gas può consultare il sito di SuperMoney, che mette a confronto le offerte e le proposte di molti operatori del mercato dell'energia, come Enel Energia, Eni, Sorgenia e molte altre.