Gli italiani pagano le bollette dell'energia di luce e gas più care d'Europa: questo è ciò che è venuto alla luce da uno workshop promosso dalla Fondazione Italianieuropei e dall'associazione Romano Viviani, che aveva come obiettivo dare uno sguardo al panorama delle infrastrutture, dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia nel nostro Paese per capirne le dinamiche e scoprirne i bisogni.

A lanciare la polemica sugli elevati costi delle bollette di luce e gas degli italiani è stato Alessandro Clerici, il responsabile della task force "Efficienza Energetica" di Confindustria e presidente del gruppo di lavoro internazionale del World Energy Council, che ha fatto notare come "i clienti finali pagano una bolletta dell'energia elettrica ben superiore a quelle delle altre nazioni dell'Europa dei 27". Anche se si rilevano delle differenze a seconda dei consumatori, che dipendono dalla quantità e dalla qualità dei consumi degli stessi, le bollette dell'energia risultano molto salate per tutti gli italiani.

Ciò che più pesa non è tanto l'energia utilizzata, quanto i cosiddetti "oneri di sistema", cioè le voci sulla bolletta previste per legge che sono destinate al pagamento di diverse spese. Tra le voci presenti come oneri di sistema, ed esempio, ci sono: lo smantellamento delle centrali nucleari, la promozione delle fonti rinnovabili, il finanziamento delle attività di ricerca e così via. Tutti costi su cui i consumatori pagano l'Iva.

Oltre a queste tasse, che andrebbero in gran parte riviste o abolite, a rendere le bollette di luce e gas ancora più gravose è il peso delle energie rinnovabili che, in particolare negli ultimi anni, si è fatto sempre maggiore a causa degli elevati valori degli incentivi erogati. Questa situazione porterà un ulteriore aumento che riguarderà le bollette di tutti i consumatori e non solo di chi farà uso di energia che proviene da impianti a energia rinnovabile.

È chiaro che questa situazione mostra come sia necessaria un'amministrazione delle fonti di energia che sia dettata da una politica bilanciata che non guardi solo alle fonti di energia rinnovabile elettriche (più considerate a causa degli incentivi), ma anche le energie rinnovabili termiche che, per ora, sono state spesso messe da parte.
Questo è importante non solo per una maggiore efficienza delle fonti di energia rinnovabile, ma anche per i clienti che si trovano a pagare con le bollette anche balzelli addizionali di peso rilevante.