Nell'epoca del consumismo tutto può avere una "seconda vita". Anche i meloni. Questo frutto estivo potrebbe essere utile per produrre energia elettrica e calore.

L'idea è partita dal comune francese di Moissac: proprio il paese in cui sono ospitati 58 reattori nucleari (per la produzione di elettricità di una piccola cittadina del sud della nazione) sarà la "casa" di una centrale a meloni; frutto che, come tutti i vegetali in stato di decomposizione, produce spontaneamente gas metano.

Per realizzare questo eco-progetto - in Germania stanno già sfruttando l'energia idroelettrica per il funzionamento di treni biologici - la società belga Greenwatt ha installato una centrale di biometanizzazione per "trattare" i rifiuti di Boyer, primo produttore francese di meloni che, fino a questo momento, pagava un'impresa esterna per smaltire le 500-600 tonnellate annue di scarti vegetali. Grazie a quest'iniziativa, il Gruppo francese sarà quasi completamente autonomo dal punto di vista del riscaldamento e dell'elettricità, riducendo di 50 tonnellate il carico di CO2 nell'atmosfera.

Ma non è tutto: la centrale di Moissac, con una potenza pari a 100 kilowatt, riuscirà a soddisfare i bisogni di circa cento famiglie. Gli effetti dell'investimento - stimato in 500 mila euro - si vedranno entro tre anni. Ma se finiscono i meloni ? Nessun problema: gli studiosi stanno già pensando di impiegare altri vegetali - mele e prugne innanzitutto - per seguire la stagionalità, senza interrompere la produzione di energia. Le aziende di tutto il mondo, dal canto loro, si stanno impegnando a ridurre i consumi di energia, ma anche il cittadino può contribuire al risparmio energetico, adottando un comportamento più responsabile.

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