Mancano meno di 365 a "Londra 2012" e la metropoli sulle rive del Tamigi, ospitando per la terza volta in poco più di un secolo l'evento sportivo , diventerà la città più olimpica del mondo. Ma non solo, Londra vuole dare l'esempio in fatto di energia, diventando anche la città più ecologica con l'installazione di impianti che riciclino acqua e risparmino energia elettrica.

Il popolo britannico vuole dare al pianeta l'immagine di paese verde, ecologico e con un efficiente risparmio energetico, ma non è la prima volta che Londra balza agli onori della cronaca per aver avviato iniziative volte al risparmio di energia elettrica. Nel 2009, infatti, la società Transport for London (TfL) installò dispositivi a LED (Light Emitting Diode) a risparmio energia elettrica in 3500 semafori della città, in corrispondenza di oltre 300 incroci della capitale. L'investimento, pari a 2.4 milioni di sterline, avrebbe consentito una riduzione del 60% sui consumi di energia elettrica, con conseguente risparmio annuale di circa 200 mila sterline. In passato, sempre la TfL aveva promosso iniziative analoghe, introducendo i led per il risparmio dell'elettricità anche nelle biglietterie per i Bus e in corrispondenza di 3500 fermate dell'autobus.

Tornando a "Londra 2012", si vocifera che gli obiettivi prefissati per il risparmio di energia potrebbero rischiare di fallire, compreso il progetto di alimentare i giochi olimpici con un 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Nel corso di un incontro avvenuto tra la Commissione ambiente dell'Assemblea di Londra e David Stubbs, responsabile per la sostenibilità del comitato organizzatore dell'Olimpiade, è emerso che il numero di progetti per l'energia rinnovabile attivati nella capitale inglese non sarebbe sufficiente a centrare l'obiettivo. Centrare il target sarebbe ancora più improbabile dopo il naufragio del progetto di una nuova turbina eolica alta 130 metri, che avrebbe dovuto soddisfare il 5% del fabbisogno energetico di "Londra 2012".

Ma i londinesi non demordono e il team sta lavorando alla riduzione dei consumi di elettricità dei giochi: caldaie alimentate da scarti di legna, 50mila metri quadri di pannelli solari installati intorno al Parco olimpico e la realizzazione di un piccolo impianto a biomassa con tecnologia Chp (Combined Heat and Power), ovvero a cogenerazione.

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