Il mercato del gas è decisamente un mercato atipico. Nel nostro Paese, per lo meno, è un settore con pochissima concorrenza e infatti il potere si concentra nella mani di pochi. Questa verità emerge ancor di più oggi con la liberalizzazione del mercato e con la possibilità offerta ai clienti di scegliere l'operatore che preferiscono per la fornitura di energia elettrica e gas.

In questo momento così particolare, solcato dalla crisi economica, naturalmente scendono i consumi. L'atipicità del mercato del gas è proprio questa: scendono i consumi cresce l'offerta e i prezzi stagnano. Il problema è proprio questo, l'elasticità del settore. Nel periodo compreso tra giugno del 2009 e agosto del 2010, il costo per la fornitura di gas ai clienti business è cresciuto del 12,3% a fronte di una discesa dei consumi pari all'8% ( dati - Nus Consulting ). Per quanto riguarda i consumi delle famiglie, il mercato è rimasto quasi fermo per tutto il 2009 con una piccola ripresa iniziata quest'anno.

L'Aeeg dal canto suo, sta cercando di venire in contro alle famiglie effettuando piccoli tagli qua e là; a partire dal primo di Ottobre, doveva esserci una riduzione dei prezzi pari allo 0,1% ma alcuni operatori del settore si sono opposti facendo ricorso all Tar Lombardo. Se il ricorso dovesse essere accolto, i consumatori potrebbero avere un'aumento sulla bolletta del gas pari al 3%. Insomma, dopo gli aumenti di gennaio e luglio potrebbe arrivare un nuovo aumento che farebbe salire i costi corrisposti dai consumatori. La sofferenza del mercato del gas è data da tutti questi fattori: poca concorrenza, poca elasticità nel rapporto tra domanda e offerta e infine dai continui aumenti sulle bollette di consumatori ormai rassegnati.

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