Per Agip si tratta del quinto rincaro consecutivo, il quarto proprio ad ottobre, ma sono sotto accusa anche Esso, Shell e Total.

Un rialzo che porta la benzina sopra la quota dell'1,3 euro al litro, il petrolio infatti ha superato gli 80 dollari al barile. I consumatori protestano e l'unione petrolifera risponde che gli incrementi sul mercato internazionale dei carburanti sono superiori a quelli industriali.


Agip ha aumentato di 2 centesimi il costo della benzina, così la verde arriva a 1,314 euro al litro; Total invece ha deciso un incremento di 1,5 centesimi portando il prezzo al litro a 1,309 euro, Shell ha optato per un incremento di 1 centesimo per arrivare ad un prezzo di 1,309 euro al litro, Esso di 4 millesimi per arrivare ad 1,301 euro al litro e infine Erg con i suoi 5 millesimi, è l'unico che rimane sotto la soglia dell'1,3 euro al litro con un prezzo di 1, 299 euro. Anche il gasolio ha subito dei rincari, quello di Agip ad esempio è stato di 2 centesimi al litro, quello di Total di 1,5 cent, mentre quello di Erg e Tamoil di 1 centesimo, più bassi Esso con 9 millesimi e Shell con 5 millesimi di aumento. I consumatori sono in allarme, per un pieno ad un auto di grossa cilindrata ci vogliono ora quasi 66 euro.

Secondo il Codacons questa isteria dei prezzi solo in parte si può giustificare con i rincari delle quotazioni internazionali del petrolio. Dall'Adoc richiedono un taglio di 20 centesimi ai prezzi, 10 cent. dalle tasse - sul prezzo finale dei carburanti le tasse gravano infatti per oltre il 50% - e 10 cent. dal prezzo del petrolio industriale da parte dei petroliferi.

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