Riscaldamento a gas

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Come funziona il riscaldamento a gas

Le famiglie che vogliono risparmiare sulla bolletta per l’energia possono affidarsi ai comparatori online per confrontare le offerte del gas più convenienti sul mercato in quanto, in Italia, è ancora uno tra i combustibili più usati. Infatti, viene usato spesso per il riscaldamento delle abitazioni tramite stufe e caldaie di impianti termini, ma è anche usato in cucina per il funzionamento dei fornelli.  

Il gas rappresenta una delle voci energetiche che più incide sul bilancio: ogni anno, una famiglia “tipo” spende mediamente 1500-2000 euro in consumi di gas e di elettricità per un utilizzo di circa 2700 kWh e 1400 metri cubi di metano: risparmiare sulla bolletta del gas, perciò, è un’esigenza particolarmente sentita.

Un terzo della spesa dell'energia domestica si riferisce al fabbisogno di energia elettrica per l'illuminazione e il funzionamento degli elettrodomestici, mentre gli altri due terzi della spesa fanno riferimento al consumo di gas per il riscaldamento e per la cucina. In passato era frequente associare la spesa del riscaldamento alla sola bolletta del gas, essendo le caldaie murali alimentate tramite la rete di distribuzione del gas metano (qui la guida su questo tipo di combustibile), o la bolletta del riscaldamento condominiale nel caso degli impianti centralizzati.

Più di recente, con la diffusione delle stufe elettriche, delle pompe di calore e dei climatizzatori, è necessario includere nel calcolo delle spese del riscaldamento anche la bolletta dell'elettricità. Gli impianti di riscaldamento appartengono principalmente a due categorie: impianto di riscaldamento autonomo e impianto di riscaldamento centralizzato. L'impianto autonomo alimenta una singola abitazione, che necessita di una caldaia murale a gas di bassa potenza. Le dimensioni della caldaia aumentano in maniera proporzionale alle dimensioni del luogo da riscaldare.

L'impianto di riscaldamento centralizzato, che serve contemporaneamente una molteplicità di unità abitative, si avvale di caldaie di medie-grandi dimensioni e, in genere, è presente negli edifici condominiali progettati e costruiti a partire dagli anni Sessanta. La caldaia centralizzata è situata in un apposito locale, il cosiddetto “locale caldaia”, che può trovarsi in cantina o in terrazza, a seconda del combustibile utilizzato.

Negli anni Sessanta/Settanta il riscaldamento era prodotto per lo più da olio combustibile e dal gasolio e negli edifici l'impianto di riscaldamento era, in genere, centralizzato. Soltanto le unità abitative di elevata metratura e le abitazioni private erano dotate di impianto di riscaldamento autonomo, sottoforma di caldaie a gasolio di piccole dimensioni.

Nel ventennio Settanta/Ottanta, l'Italia ha cominciato a beneficiare del processo di metanizzazione del Paese: in questi anni il gas si è affiancato al gasolio come combustibile più utilizzato nel riscaldamento. La metanizzazione ha fatto da motore propulsore per la diffusione e la successiva commercializzazione delle caldaie murali in formato piccolo concepite, almeno inizialmente, per funzionare con gas GPL (bombola del gas) e, solo successivamente, adattate al gas metano (gas distribuito tramite rete distributiva).

Quando si parla di gas è imprescindibile pensare alla sicurezza e al fatto che tutti gli utenti dovrebbero essere al corrente delle norme che regolano l'impiego del gas combustibile prima di usufruire di questo mezzo di riscaldamento.

Se è vero che alcuni gas non sono tossici, è altresì noto che la loro combustione in ambienti poveri di ossigeno genera l'ossido di carbonio, sostanza che, se inalata, può avere conseguenze mortali. Pertanto, proprio in nome della sicurezza, è vietato installare l'impianto di riscaldamento a gas all'interno di camere da letto e stanze da bagno, o in prossimità di locali sotterranei dove i gas tossici potrebbero non avere vie di fuga.

Il locale che ospita l'impianto di riscaldamento a gas, inoltre, deve avere una corretta ventilazione garantita da opportune aperture verso l’esterno per l’afflusso di aria fresca, ed è bene che questi impianti vengano installati, riparati e modificati da personale tecnico abilitato (come stabilito dalla legge n. 46 del 1990), che a fine lavoro deve rilasciare la dichiarazione di conformità.

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