Valutare l’efficienza energetica di un immobile

Scopri cosa pensa la community:
Leggi le opinioni
Ti siamo stati utili?
Raccomandaci su Google

Valutare l’efficienza energetica di un immobile, la guida di Supermoney

Confrontare le tariffe di energia più vantaggiose permette di risparmiare sulla bolletta e ottimizzare i consumi.  Anche quando si acquista o si vuole vendere un immobile è necessario conoscere quali siano le sue caratteristiche riguardo al consumo di energia. In questa guida scopriremo come valutare l'efficienza energetica di un immobile e come fare per apportare eventuali migliorie. Precisiamo per prima cosa che non esistono edifici che diano una garanzia di efficienza energetica pari al 100%. Gli immobili hanno una certificazione energetica che può andare dalla classe G (la peggiore) alla A (la migliore).

L’attestato di efficienza energetica

Ogni immobile deve avere un attestato che ne certifichi il grado di efficienza energetica, quello che si esprime appunto in classi, dalla A alla G. La casa vale di più se consuma di meno. Itaca, Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale, rilascia un attestato che può essere richiesto volontariamente da parte del proprietario dell’immobile. Il Processo di Valutazione consente di dimostrate le prestazioni dell’edificio su una base oggettiva.

L’attestato è rilasciato da professionisti, che possono essere architetti, ingegneri, imbianchini, idraulici, elettricisti o agenti immobiliari. Queste figure devono aver superato un corso di formazione riconosciuto da organi regionali.

Contribuiscono alla definizione della certificazione energetica alcuni parametri come: condizioni climatiche, modalità d’uso, sistema di climatizzazione e illuminazione, oltre che impianto elettrico e idraulico.

Cosa cambiare per migliorare l’efficienza

Nel caso in cui il nostro immobile riceva un attestato di efficienza molto basso, è consigliabile apportare alcune migliorie per renderlo meno “sprecone”. Per esempio la coibentazione di pareti o pavimenti in edifici costruiti prima del 1980, oppure la sostituzione di vetri semplici con doppi vetri. 

Ancora, cambiare le lampade a incandescenza con lampade a fluorescenza, installare condizionatori ed impianti di riscaldamento efficienti, sostituire elettrodomestici di classe inferiore alla A con modelli più recenti, usare camini termici e caldaie a legna al posto del normale riscaldamento, e la sostituzione di scaldaacqua elettrici con modelli più efficienti o con caldaie a gas.

Leggi tutti i commenti